Le origini del vino sono talmente tanto antiche da
affondare nella leggenda. Alcune di esse fanno risalire l'origine della vite
sino ad Adamo ed Eva, affermando che il frutto proibito del Paradiso terrestre
fosse la succulenta Uva e non l'anonima Mela. Altre raccontano di Noè che
avendo inventato il Vino pensò bene di salvare la Vite dal diluvio universale
riservandole un posto sicuro nella sua Arca.
Venendo a tempi più recenti, sono in molti ad affermare
che la vite sia originaria dell'India, e che da qui, nel terzo millennio a.C.,
si sia diffusa prima in Asia e in seguito nel bacino del Mediterraneo.
E' storia che in occidente la coltura della vite e la
pratica della vinificazione erano note in Armenia (la Mesopotamia). Qui si
compì la prima rivoluzione dell'umanità, con l'abbandono del nomadismo da
parte di qualche comunità e la conseguente nascita dell'agricoltura. E' la
"mezzaluna fertile" una area geografica limitrofa al corso dei fiumi
Tigri ed Eufrate, madre dei cereali e laboratorio della scoperta dei processi
fermentativi da cui discendono il pane, il formaggio e le bevande euforizzanti,
così come noi le conosciamo oggi.

Alcuni geroglifici egiziani risalenti al 2500 a.C.
descrivono già vari tipi di vino. Nell'antico Egitto la pratica della
vinificazione era talmente consolidata che nel corredo funebre del re Tutankamon
(1339 a.C.) erano incluse delle anfore contenenti vino con riportata la zona di
provenienza, l'annata e il produttore (delle DOC ante litteram!); qualcuna
conteneva del vino invecchiato da parecchi anni. Gli Egizi normalmente bevevano
birra, che Erodoto chiama vino di orzo, precisando che essi usavano questa
bevanda perché nelle loro terre non esistevano viti. Erodoto ignorava che
invece in Egitto si produceva il vino che era offerto con vivande ai sacerdoti.
La testimonianza è data dal ritrovamento di affreschi, nella tomba di Nakt
della XVIII dinastia (1420-1411) con riproduzione della vendemmia e nella tomba
di Userhat, regno di Amenofi (1450-1425), con riproduzione della pigiatura e
registrazione delle giare.

Dall'Egitto la pratica della vinificazione si diffuse
presso gli Ebrei, gli Arabi e i Greci. Questi dedicarono al vino una divinità:
Dionisio, Dio della convivialità.
Contemporaneamente, nel cuore del mediterraneo, la vite
iniziava dalla Sicilia il suo viaggio verso l' Europa, diffondendosi prima
presso i Sabini e poi presso gli Etruschi i quali divenirono abili coltivatori e
vinificatori e allargarono la coltivazione dell'uva dalla Campania sino alla
pianura Padana.
Presso gli antichi Romani la vinificazione assunse
notevole importanza solo dopo la conquista della Grecia. L'iniziale distacco si
tramutò in grande amore al punto da inserire Bacco nel novero degli Dei e da
farsi promotori della diffusione della viticoltura in tutte le province
dell'impero. Dal canto suo il vino ha contribuito alla nascita dell'impero
romano: i Romani infatti erano a conoscenza delle proprietà battericida del
vino e come consuetudine lo portavano nelle loro campagne come bevanda dei
legionari. Plutarco racconta che Cesare distribuì vino ai suoi soldati per
debellare una malattia che stava decimando l'esercito.

La nascita del Cristianesimo e il conseguente declino
dell'Impero Romano, segna l'inizio di un periodo buio per il vino, accusato di
portare ebbrezza e piacere effimero. A ciò si aggiunse la diffusione
dell'Islamismo nel Mediterraneo tra l'ottocento e il millequattrocento d.C. con
la messa al bando della viticoltura in tutti i territori occupati. Per contro
furono proprio i monaci di quel periodo, assieme alle comunità ebraiche, a
continuare, quasi in maniera clandestina la viticoltura e la pratica della
vinificazione per produrre i vini da usare nei riti religiosi.
Bisognerà comunque attendere il Rinascimento per
ritrovare una letteratura che restituisca al vino il suo ruolo di protagonista
della cultura occidentale e che torni a decantarne le qualità. Nel
diciassettesimo secolo si affinò l'arte dei bottai, divennero meno costose le
bottiglie e si diffusero i tappi di sughero tutto ciò contribuì alla
conservazione e al trasporto del vino favorendone il commercio.